Generalmente i fiumi nascono in Svizzera per poi scorrere nei Paesi limitrofi. Dall’alto del monte Pilone, che segna il confine di stato, si ha la conferma che il torrente Isorno è l’eccezione a questa regola. Guardando giù dalla cima si può infatti ammirare la fonte dell’Isorno, che sgorga in territorio italiano. Il punto di partenza per questa escursione è Spruga. Il sentiero a gradini si inerpica ripido fra pascoli e case fino al paesino di Pian Secco. Da qui, attraverso un luminoso bosco di larici, il sentiero largo continua fino all’Alpe Pesced e conduce poi al Passo del Bùsan attraversando il fianco del monte Munzelüm. Un sentierino ben tenuto porta fino in cresta al Pilone. Qui corre il confine di stato. Una convenzione stipulata nel 1806 tra il Regno d’Italia, il Ticino e la Confederazione assegnò la parte più alta della valle all’Italia, mentre gli insediamenti abitativi rimasero alla Svizzera. Dalla cima, volgendo lo sguardo a sud, si offre alla vista un paesaggio selvaggio ormai pressoché disabitato incorniciato dai monti. Ormai gli alpeggi sono quasi inesistenti perché il bosco ha in parte riconquistato i pascoli. Anche a fondo valle la vista si perde fra i boschi che racchiudono pittoreschi villaggi sulla parte sinistra della valle. A questo punto si fa ritorno al Passo del Bùsan per scendere ripidamente al Laghetto dei Saléi, uno fra i più bei laghi di montagna ticinesi. Da qui si prosegue l’escursione scendendo dall’Alpe Saléi a Comologno dove, oltre a rustici ci sono anche bei palazzi costruiti dagli emigranti arricchitisi lasciando la stretta valle per far fortuna altrove.

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