Arosio è nota come la «capitale ticinese della castagna». È in questo piccolo villaggio in posizione panoramica che è iniziata la rinascita della cultura tradizionale ticinese a metà degli anni '90: oggi le selve vengono nuovamente curate e coltivate. Per secoli, il cosiddetto «pane dei poveri» è stato la fonte di sostentamento di molte famiglie contadine: i frutti per nutrirsi, la legna per costruire, le foglie come lettiera per il bestiame. Con l’industrializzazione e l’esodo rurale le selve, un tempo curate con attenzione, sono state abbandonate. Ad Arosio inizia la salita per l’escursione in cresta di due giorni. Il sentiero, inizialmente asfaltato, sale dapprima dolcemente e all’ombra fino a La Bassa. Qui il bosco lascia il posto a una vegetazione piuttosto arbustiva, il che trasforma la salita sempre più ripida al Gradicciòli in un’esperienza che offre panorami stupendi, ma che può anche rivelarsi impegnativa. Dalla vetta del Gradicciòli segnalata da un’imponente croce, la vista a 360° è mozzafiato: lo sguardo spazia oltre la città di Lugano verso il Mendrisiotto e l’area metropolitana di Milano, fino alle alte Alpi vallesane. Dal Gradicciòli si imbocca il sentiero della famosa escursione tra il Monte Tamaro e il Monte Lema. Il sentiero in cresta è largo e facile da percorrere e si hanno sempre davanti agli occhi i due grandi laghi ticinesi: il Lago Maggiore da un lato e il Lago di Lugano dall’altro. Sul Monte Lema si può pernottare presso una semplice struttura ricettiva oppure scendere in funivia a Miglieglia per la notte. Il secondo giorno di escursione, una discesa piacevole e meditativa si snoda praticamente sul confine tra Svizzera e Italia. Lungo una comoda ex mulattiera, si lascia la cresta soleggiata per addentrarsi prima nei boschi di betulle e poi di faggi e raggiungere quindi il villaggio di confine di Astano.

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